Il caso del femminicidio Pamela Genini e la richiesta verso il killer, l’ex fidanzato Gianluca Soncin. Ecco cosa filtra dalla Procura.
Si è tornati a parlare del caso del femminicidio Pamela Genini, la donna uccisa a Milano a coltellate dall’ex, Gianluca Soncin, anche a seguito della profanazione della sua tomba. Ora, dalla Procura, sarebbe giunta una richiesta ben precisa verso il suo killer. L’idea è quella di procedere con il rito immediato saltando l’udienza preliminare.

Femminicidio Pamela Genini: la richiesta sul killer Soncin
La Procura di Milano ha chiesto il processo con rito immediato per Gianluca Soncin, l’uomo che ha ucciso a coltellate Pamela Genini. L’idea, quindi, è quella di saltare la fase dell’udienza preliminare per il 53enne accusato del femminicidio dell’ex compagna, avvenuto lo scorso 14 ottobre nella sua casa di via Iglesias nel capoluogo lombardo, dopo aver fatto una copia delle chiavi e averla colpita con 76 coltellate.
Al momento, proprio Soncin si trova in carcere con l’accusa di omicidio volontario pluriaggravato dalla premeditazione, dai futili motivi, dalla crudeltà e dalla relazione affettiva terminata, mentre è stata per ora esclusa l’aggravante dello stalking che era stata, invece, contestata nell’ordinanza di custodia in carcere.
Il caso della tomba profanata
Come anticipato, le vicende legate alla povera Pamela sono tornate a galla a causa di un fatto terribile. Qualcuno, infatti, ha profanato la sua tomba. Dopo essere stato sottoposto ad autopsia, il cadavere della Genini è sepolto nel cimitero di Strozza, località in provincia di Bergamo dove la 29enne era nata e cresciuta. Purtroppo, però, il corpo della ragazza è stato profanato e decapitato. Pare che ignoti abbiano aperto la bara, tagliato e rubato la testa della donna. Si tratterebbe, forse, di un gesto di alcuni “collezionisti”. Le indagini sono ancora in corso e al momento non risultano essere pervenute alla famiglia della vittima richieste economiche in cambio.